Come migliorare la memoria in modo naturale
Dimenticare perché si è entrati in una stanza è normale. Ma se per stanchezza e stress perdete spesso il filo del discorso e vi sfuggono gli impegni, è il momento di cambiare qualcosa. La memoria dipende molto da sonno, movimento, alimentazione e salute dei vasi. Ecco come migliorare memoria e concentrazione e quando la smemoratezza è un motivo per andare dal medico.
Perché la memoria peggiora
La memoria non è una funzione sola ma diverse: tenere a mente un numero di telefono, imparare qualcosa di nuovo, ricordare la cosa giusta al momento giusto. E tutte dipendono dall'attenzione: ciò che non abbiamo notato non lo ricordiamo. Per questo, negli adulti, «avere poca memoria» spesso significa avere l'attenzione sovraccarica.
Cause frequenti e reversibili della smemoratezza:
- poco sonno e sonno disturbato, compreso il russare con pause del respiro (apnee notturne);
- stress, ansia e depressione, che «mangiano» l'attenzione e rendono difficile concentrarsi;
- il multitasking e le notifiche continue del telefono;
- l'alcol;
- gli effetti collaterali di alcuni farmaci: sonniferi, ansiolitici, alcuni antiallergici;
- la carenza di vitamina B12, una tiroide che lavora poco;
- la menopausa: molte donne in questo periodo notano una specie di «nebbia mentale»;
- il calo dell'udito: il cervello spende più energie per capire le parole e memorizza peggio (ne parliamo nell'articolo sull'acufene).
Con l'età la velocità di elaborazione cala un po': le cose nuove si imparano più lentamente, i nomi non vengono subito in mente. È normale, mentre vocabolario, esperienza e capacità di decidere restano e anzi crescono.
Anche i periodi di grandi cambiamenti, come un nuovo lavoro, un trasloco o un figlio appena nato, sovraccaricano l'attenzione, e in quei mesi la smemoratezza dipende spesso proprio da questo.
Normale smemoratezza o segnale d'allarme?
| Di solito nulla di grave | Da parlarne con il medico |
|---|---|
| Ogni tanto non ricordate dove avete messo le chiavi | Mettete spesso gli oggetti in posti strani e non ricordate come ci siano finiti |
| Non vi viene subito il nome di un conoscente, ma poi lo ricordate | Dimenticate del tutto conversazioni ed eventi recenti |
| Ogni tanto saltate un appuntamento | Confondete spesso i giorni, vi perdete in posti conosciuti |
| A volte fate fatica a trovare la parola | Ripetete le stesse domande, fate fatica a seguire un discorso |
| Memorizzate peggio quando siete stanchi o nervosi | I familiari notano cambiamenti nel carattere, difficoltà nelle cose di sempre e nel pagare le bollette |
Spesso i primi cambiamenti non li nota la persona ma chi le sta vicino: chiede di ripetere, confonde gli impegni, evita le cose complicate. Se i vostri familiari ve lo fanno notare, non liquidate la cosa: meglio verificare con calma ed escludere cause serie.
Se compare qualcosa della colonna di destra e peggiora, prenotate una visita dal medico di base. Molte cause di calo della memoria sono reversibili, ed è importante trovarle in tempo.
Sonno e movimento: le basi di una buona memoria
Durante il sonno il cervello trasferisce le informazioni nuove dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine. Agli adulti servono 7–9 ore di sonno. Aiutano orari regolari, una camera buia e fresca, niente caffeina nel pomeriggio e niente schermi nell'ora prima di dormire. Se russate forte, vi svegliate stanchi e vi addormentate di giorno, ditelo al medico: le apnee notturne si curano, e dopo spesso anche la memoria migliora. Un pisolino di 20–30 minuti rinfresca l'attenzione, uno lungo rende difficile dormire la notte.
L'attività fisica migliora l'afflusso di sangue al cervello ed è associata a un minor rischio di calo della memoria con l'età. L'OMS raccomanda agli adulti almeno 150 minuti a settimana di attività moderata, per esempio 30 minuti di camminata veloce per 5 giorni, ed esercizi di forza 2 volte a settimana. Vanno bene passeggiate, bicicletta, nuoto, ballo: la costanza conta più dell'intensità. Se lavorate seduti, alzatevi e muovetevi almeno una volta all'ora.
Alimentazione per la memoria e vasi sani
Quello che fa bene a cuore e vasi fa bene anche al cervello. Il modello più studiato è la dieta mediterranea:
- verdura, frutta e frutti di bosco ogni giorno;
- pane e cereali integrali, legumi;
- pesce azzurro 1–2 volte a settimana, frutta secca, olio extravergine d'oliva;
- meno carne rossa e lavorata, dolci e cibo spazzatura;
- alcol il meno possibile, meglio ancora niente.
Il caffè con moderazione dà la carica e aiuta a concentrarsi, ma dopo pranzo può rovinare il sonno, e con lui la memoria del giorno dopo. Il fumo danneggia i vasi del cervello: smettere è una delle misure che l'OMS indica per ridurre il rischio di declino cognitivo.
Non dimenticate l'acqua e i pasti regolari: anche una lieve disidratazione e i lunghi digiuni peggiorano la concentrazione, soprattutto nel pomeriggio.
Pressione alta, diabete, colesterolo alto, fumo e chili di troppo danneggiano i piccoli vasi del cervello e aumentano il rischio di problemi di memoria in futuro. Se da tempo non controllate pressione, glicemia e colesterolo, fatelo con il medico di base. Sulla pressione trovate di più nell'articolo come abbassare la pressione.
Vitamine e integratori per la memoria
Se c'è una carenza di vitamina B12 o di ferro va corretta, e un esame del sangue lo dice meglio di qualsiasi ipotesi. Quando la carenza non c'è, alte dosi di vitamine non migliorano la memoria. Gli integratori per la memoria completano alimentazione e buone abitudini, non sostituiscono sonno e movimento.
Nella sezione «Memoria» trovate Cerebronis, un integratore alimentare in capsule con ginkgo, bacopa monnieri e magnesio. Il magnesio contribuisce alla normale funzione psicologica e al normale funzionamento del sistema nervoso, il ginkgo biloba al mantenimento della funzione cognitiva e alla normale circolazione del sangue. Nella dose giornaliera (3 capsule) ci sono anche estratto di rodiola, fosfatidilserina, L-tirosina, L-carnitina, curcuma, olio di pesce in polvere e 90 mg di caffeina: tenetelo presente se siete sensibili alla caffeina o bevete molto caffè. La confezione contiene 30 capsule. Se prendete farmaci, soprattutto anticoagulanti, o aspettate un bambino, chiedete al medico prima di usarlo.
Come allenare la memoria: esercizi per il cervello
- Imparate cose nuove. Una lingua, uno strumento, un ballo, un hobby impegnativo sollecitano il cervello più delle attività abituali.
- Frequentate gli altri. Conversazioni, incontri, associazioni e circoli sono uno stimolo forte per il cervello, mentre la solitudine è legata a un calo più rapido della memoria.
- Una cosa alla volta. Il multitasking ostacola la memorizzazione: spegnete le notifiche quando dovete concentrarvi.
- Fate caso al momento. Quando posate le chiavi o i documenti, ditelo ad alta voce: «chiavi sulla mensola vicino alla porta». Così il gesto entra nella memoria invece di passare in automatico.
- Ripassate a intervalli. Le cose nuove si fissano meglio se ci tornate dopo un'ora, il giorno dopo e dopo una settimana.
- Collegate e immaginate. Agganciate il nuovo a ciò che conoscete già, create immagini vivide, ripetete a voce alta le cose importanti.
- Alleggerite la testa. Agenda, liste di cose da fare, un posto fisso per chiavi e documenti liberano l'attenzione per ciò che conta.
- Usate un «percorso». Per ricordare una lista, sistemate mentalmente le voci lungo un tragitto che conoscete, dalla porta di casa alla cucina, e per richiamarle «ripercorrete» il tragitto.
- Raccontate. Dopo aver letto un articolo o seguito una lezione, ripetetene il succo con parole vostre: così le informazioni restano molto più a lungo.
Cruciverba e app di allenamento mentale migliorano soprattutto le abilità che esercitano, e incidono sulla memoria di tutti i giorni meno dello studio di cose nuove e dei rapporti con gli altri.
Stress, umore e memoria
Lo stress cronico e l'umore basso peggiorano la memoria quanto la mancanza di sonno. In uno stato di ansia continua il cervello è occupato a cercare minacce e non gli restano energie per memorizzare. Con la depressione ci si concentra peggio, si pensa più lentamente e si può arrivare a credere di «perdere colpi», quando in realtà il problema è l'umore.
- Trovate un modo per scaricare regolarmente la tensione: passeggiate, sport, esercizi di respirazione, tempo con le persone care, un'attività che amate.
- Organizzate la giornata in modo che ci siano pause, non solo impegni.
- Limitate notizie e social, soprattutto la sera.
- Se tristezza, perdita di interesse, disturbi del sonno o ansia durano più di due settimane, rivolgetevi al medico di base o a uno psicoterapeuta. Depressione e disturbi d'ansia si curano bene, e con l'umore di solito tornano anche attenzione e memoria.
Anche chi assiste un familiare malato, o tiene insieme lavoro, figli e genitori anziani, vive spesso in un sovraccarico costante. Chiedere aiuto, dividere i compiti e concedersi del riposo giovano alla memoria non meno di qualsiasi esercizio.
Quando andare subito dal medico
Chiamate il 112 o il 118 se all'improvviso:
- compare uno stato confusionale: la persona non capisce dove si trova, non riconosce i familiari;
- il viso si storce, un braccio o una gamba diventano deboli o intorpiditi, la parola o la vista si alterano: sono segni di ictus, e ogni minuto conta;
- la memoria è saltata dopo un trauma alla testa, soprattutto con vomito, sonnolenza, forte mal di testa.
Dal medico nei giorni successivi se memoria e attenzione sono peggiorate molto nel giro di qualche settimana, o se insieme alla smemoratezza sono comparsi febbre, forte mal di testa, comportamenti strani.
Dal medico di base senza urgenza se la smemoratezza disturba lavoro e vita quotidiana, aumenta e i familiari notano dei cambiamenti. Il medico misurerà la pressione, prescriverà esami del sangue (vitamina B12, ormoni tiroidei, glicemia), farà brevi test di memoria e, se serve, vi indirizzerà al neurologo o a un Centro per i disturbi cognitivi e demenze (CDCD). Portate l'elenco dei farmaci e, se possibile, un familiare che ha notato i cambiamenti. Non rimandate la visita per paura della diagnosi: molte cause di smemoratezza si curano, e prima si trovano, più possibilità ci sono.
Domande e risposte
Quali vitamine servono per la memoria?
Al cervello servono le vitamine del gruppo B, soprattutto la B12, e un'alimentazione completa con pesce, verdura e frutta secca. Se un esame mostra una carenza, il medico vi dirà come correggerla; senza carenza, vitamine in più non migliorano la memoria.
Perché la memoria peggiora da giovani?
Il più delle volte per poco sonno, stress, ansia, depressione, multitasking e distrazioni continue del telefono. Più di rado per carenza di B12, problemi di tiroide o effetti di farmaci. Se dopo aver sistemato i ritmi non va meglio, fate degli esami dal medico di base.
Avere poca memoria è l'inizio della demenza?
Di solito no. La demenza è un peggioramento stabile di memoria e pensiero che impedisce di cavarsela nelle attività di sempre. La smemoratezza da stanchezza e stress passa quando tornano sonno e riposo.
Come migliorare memoria e concentrazione per lo studio?
Dormite a sufficienza, studiate a piccole dosi con delle pause, ripassate il giorno dopo e dopo una settimana, ripetete la materia ad alta voce con parole vostre e tenete il telefono lontano dalla vista mentre studiate.
Cruciverba e sudoku aiutano?
Allenano soprattutto la capacità di risolvere quel tipo di giochi. Per la memoria in generale servono di più imparare cose nuove, muoversi e stare con gli altri, ma come passatempo anche gli enigmi non fanno male.